La scuola

La storia della scuola

La scuola dell’ Infanzia S. Bertilla Boscardin, è nata intorno ai primi anni ’60 per rispondere alle esigenze della comunità della periferia a nord di Cittadella di un punto di riferimento per le famiglie e i bambini. Visti la distanza dal centro e la pericolosità delle strade che isolavano la zona dal centro stesso, la Parrocchia del Duomo di Cittadella appoggiò tale richiesta. Nacque dunque come intento di sostenere la scolarizzazione di questa parte di Cittadella e di aggregare le famiglie per lo più formate da operai ed agricoltori.

L’edificio inizialmente fungeva anche da luogo di culto; in seguito ospitò la piccola comunità di Suore Figlie dei Sacri Cuori, Dorotee, che vi prestavano servizio come insegnanti.

Nel 1978 fu costituita la parrocchia del S.S. Redentore in Pozzetto di Cittadella. Vicino alla scuola dell’Infanzia fu costruita la Chiesa e il centro parrocchiale; fu così che l’edificio rimase a disposizione della Scuola dell’ Infanzia eccetto l’appartamento al piano superiore che venne adibito provvisoriamente ad abitazione del Parroco.

Le Suore intanto si trasferirono all’ “Istituto Farina” in centro a Cittadella, continuando però a dirigere la scuola.

La scuola dell’ infanzia si colloca, perciò, nel cuore della comunità cristiana di Pozzetto, in quanto è parte di essa e c’è in gioco la testimonianza del valore del pluralismo culturale ed educativo, valore proclamato in coerenza con la dottrina sociale della Chiesa.

A gestire tale istituzione furono inizialmente le Suore Dorotee, poi il Parroco della nuova Parrocchia di Pozzetto.

Nel 1989 un gruppo di genitori costituirono il Comitato di Gestione della scuola e il consiglio di Amministrazione della scuola nominò un Presidente; continuò così fino a che, nell’anno 1998, la Presidenza passò al Parroco pro-tempore.

La storia di Santa Bertilla

Brendola, un grazioso paesino dei Colli Berici, ravvolto nel verde, dolcemente steso parte in collina, parte in pianura, dominato da un rudere antico e dalla chiesa. Proprio qui, dove il colle finisce e si congiunge al piano, in una piccola e povera casa nasce una bambina. E’ una gioia grande per mamma Teresa, anche papà Angelo è felice, è la loro prima nata.

Dopo alcuni giorni la bimba viene portata alla chiesa del paese, su su per le viuzze sassose e ripide per ricevere il battesimo. Un momento importante: diventa amica di Gesù e riceve il nome; mamma e papà ne hanno scelto uno bello per la loro piccola: si chiamerà Anna Francesca, ma in famiglia e per gli amici sarà sempre e solo “Annetta”.

La bimba cresce bene. Assomiglia alla mamma per la sensibilità dell’animo e la mitezza. Da lei impara tante cose e volentieri l’aiuta nei piccoli lavori domestici come lavare i piatti, preparare la tavola ed è servizievole e obbediente anche con il papà. La mamma le insegna presto ad amare il Signore e a pregarlo, la bimba la segue con viva partecipazione e desiderio.

Frequenta la scuola con impegno, ma non riesce molto, non prende bei voti; è invece molto brava nello studio del catechismo, ascolta con molta attenzione la vita di Gesù e ciò che Egli insegna e si commuove quando sente raccontare della sua morte. Lo prega nel suo cuore e Lo va spesso a trovare di buon mattino nella chiesa del paese insieme alla mamma.

I genitori di Anna sono contadini; anche lei, diventata più grandicella, aiuta il papà in questo lavoro. Possiedono un campicello un po’ lontano dalla loro casa, ella vi si reca con il papà su un carrettino o a piedi seguendo la carreggiata in mezzo ad una distesa di campi. Il ricordo di questa strada lontana dal rumore, ricca di colore, di sole e di serena fatica le resterà sempre in fondo all’anima come un invito a cercare con gioia, nella vita, le cose semplici!

Un giorno confida alla mamma un grande segreto: desidera farsi Suora! Annetta vuole tanto bene a Gesù che ha deciso di essere tutta sua per sempre. Mamma Teresa ne è felice, è per lei un grande onore e le dà volentieri il suo consenso. Ed un bel giorno mamma e papà accompagnano l’unica figlia, il loro tesoro di bontà, nella casa delle Suore Dorotee di Vicenza.

La nostra giovane ha appena sedici anni e mezzo; ci mette tutta la volontà per conoscere e amare bene Gesù attraverso lo studio, la preghiera e il servizio alle persone bisognose di aiuto. E finalmente arriva il giorno tanto importante in cui Annetta promette a Gesù che sarà sua sposa per sempre. Come segno di questo impegno riceve un nome nuovo: da questo momento si chiamerà Bertilla. E’ un giorno di festa!

Ora è Suora, viene mandata come infermiera nell’ospedale di Treviso a curare i malati. Lo fa tanto volentieri ed è così buona, così attenta alle necessità di chi soffre! Anche con quelli che sono cattivi ha molte premure e delicatezze. Aiuta tutti con parole buone e di conforto, li invita ad aver fiducia in Dio, li cura, li accontenta ed anche li previene nelle loro necessità; fa loro compagnia quando sono soli e soffrono molto o sono vicini alla morte. E’ proprio come una sorella! Malati, infermieri e medici restano stupiti per tanta delicata bontà. Lei passa tutto il suo tempo ad aiutare e a far contenti quelli che soffrono senza pensare a sé, senza badare alle fatiche.

Vuole bene a tutti, non fa preferenze, però ama in modo tutto particolare i bambini malati; per loro è come una tenera mamma, teme che soffrano per la lontananza dei genitori perciò li tratta con molta dolcezza, li consola e li cura con molte attenzioni e anche i bimbi le si affezionano.

Un giorno si ammala anche lei: è ancora giovane, ha 34 anni, ma il male si rivela subito grave. La si sottopone ad un intervento chirurgico , ma si capisce ben presto che non può guarire. Tutti sono addolorati, ma lei no, ora sa che finalmente può incontrare Gesù. Dice alle altre suore: “Tutto nella vita passa presto e finisce. E’ bello vivere ed è bello morire se si vive e si muore pensando a Gesù, se lo si ama”.

La sua vita si spegne così, ma la sua anima entra in cielo e vive per sempre nella gioia di Dio; di là prega per noi e continua a volerci bene ed ad aiutarci, se la invochiamo.

Tratto da “La storia di Annetta” a cura dell’Istituto “ Suore Maestre di S. Dorotea”

Le strutture

La scuola dell’ Infanzia è composta da un corridoio di entrata dove sono collocati gli armadietti personali dei bambini, i servizi igienici per i bambini e per il personale, il dormitorio, il salone con accesso alle tre aule (tre sezioni), un ufficio adibito a magazzino del materiale di cancelleria, alla documentazione della scuola e alla parte amministrativa.

E’ presente inoltre, la sala da pranzo per i bambini e una cucina dove vengono preparati quotidianamente i pasti , secondo apposite tabelle dietetiche approvate dall’autorità medico-pediatrica competente per il territorio.

All’esterno la scuola dispone di un ampio cortile con vari giochi strutturati e non.