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Maestra Lara

Uno per tutti, tutti per uno, perché non resti indietro nessuno!”. Un giorno mi sono trovata a leggere questa frase e da allora la porto sempre con me nel compito di educatrice. Queste parole racchiudono al meglio quello che cerco di fare a scuola: creare unione, perché solo insieme si cresce e ci si diverte allo stesso tempo. Nessuno viene escluso o dimenticato, ognuno di noi è fondamentale, originale e unico; ognuno di noi ha qualcosa da dare o da ricevere. Solo insieme si arriva ovunque!

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Maestra Francesca

La bellezza di un bambino che chiede, che si interessa e che mi considera come guida, sentire di essere protagonista insieme a lui del suo percorso educativo ed umano, da’ senso profondo e grande motivazione al mio lavoro.

Il significato della parola educare è “liberare, tirare fuori, far emergere”, ma questo non solo riferito al bambino, valorizzando l’unicità che ogni bambino porta con se’, ma soprattutto a me stessa e al mio lavoro, per ricordarmi che ogni giorno devo “tirare fuori”  il meglio di me attraverso le mie parole ed il mio agire quotidiano.

 

Maestra Chiara

“L’educatore deve avere ben chiaro che a incidere maggiormente nel bambino non è ciò che egli dice, bensì ciò che egli stesso è o fa” (R. Guardini). E’ prima di tutto con il nostro modo di essere che educhiamo i bambini.

Considero il mio lavoro prima di tutto una passione ed un impegno: per me l’educazione ha il compito di fornire al bambino tutti i mezzi necessari perchè egli possa evolvere al meglio.

Credo nel potenziale di ogni bambino, credo nel bambino come futuro cittadino del domani e sostengo che ognuno di noi dovrebbe conservare dentro di sè lo spirito dell’infanzia ovvero la curiosità di conoscere, il piacere di capire e la voglia di comunicare.

Maestra Marzia

Questo è il nostro dovere nei conforti del bambino: gettare un raggio di luce e proseguire il nostro cammino” (M. Montessori).
Penso proprio questo del mio lavoro che è anche la mia passione! L’educatore deve essere una guida tra il bambino e l’esperienza che vive; pronto a fornire tutto ciò che il bambino necessita per crescere , formarsi al meglio. Quel raggio di luce è fatto di stimoli, di sperimentazioni che il bambino deve vivere (e fare) in prima persona; è amore e ascolto. Mi piace la metafora dell’ educatore come un “giardiniere” che cura, raddrizza, porta le sue piante e non è detto che riesca a vedere i risultati di quei semi che ha seminato all’ inizio… ma in fondo al suo cuore sa (e spera) che quelle piccole foglioline e quei ramoscelli diventeranno dei bellissimi alberi…

Maestra Serena

Il tempo che condivido ogni pomeriggio con i bimbi è un momento dedicato ad ognuno di loro come singolo bambino che necessita di ascolto e accompagnamento in quello che desidera sperimentare, secondo quello che la sua fantasia sa esprimere in quel momento e secondo quello che, anche se non detto, può nascere da ognuno lasciando singolarmente scegliere ciò che cattura la sua attenzione in quell’istante.
Allo stesso tempo è uno spazio per imparare insieme a stare insieme… nel gruppo.
In questo modo emerge la forza della crescita sia del gruppo sia del singolo, dove piano piano si riconoscono i propri limiti nel rispetto per gli altri.
Nell’inclusione si imparano regole nuove utili allo stare insieme e nella condivisione il modo per attuarla.

 

Fabiola

Amo la nostra scuola… amo profondamente il mio lavoro, umile, ma ugualmente di grande responsabilità. I nostri figli devono crescere in un ambiente sano e pulito. Adoro stare in mezzo a loro e loro mi apprezzano.

Che bello vedere i loro occhietti socchiusi all’uscita del dormitorio dopo il riposino pomeridiano.
Ringrazio tutti per la stima che mi accordate. Amo la mia scuola.

 

Anna

La nostra scuola collabora con il SIL (servizio integrazione lavorativa) per l’accoglienza di Anna, attraverso un progetto di integrazione sociale in contesto lavorativo. Anna è un prezioso sostegno alle insegnanti durante lo svolgimento delle attività quotidiane

 

Marilena

Non c’è niente di più bello di un abbraccio di un bimbo di primo mattino che con la sua spontaneità e sincerità fa scordare le fatiche del lavoro che verranno.

Ed è ancor più emozionante vedere come venga apprezzato il cibo preparato con tutta la mia passione; spreparare le tavole e trovare i piatti vuoti, quasi splendenti, mi riempie il cuore.

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Comitato di gestione e presidente

Il comitato di gestione della scuola è costituito dal Parroco (Presidente della scuola), la coordinatrice della scuola e dai membri scelti dal Presidente.
Il comitato, nel rispetto della libertà di insegnamento garantita a ciascun insegnante, assume i seguenti compiti:

  1. Promuove ogni iniziativa utile a migliorare l’efficacia degli interventi della scuola a favore degli alunni;
  2. adotta iniziative per promuovere l’aggiornamento delle insegnanti;
  3. adotta iniziative di sperimentazione della scuola;
  4. collabora con le rappresentanti per l’organizzazione dei momenti di festa e di aggregazione;
  5. rimuove ed eventualmente provvede alla scelta di sussidi didattici.